IL PROGETTO


Il progetto trae spunto dall’enunciato di Emile Borel (teorema Infinite Monkey: “se un esercito di scimmie battesse per un tempo sufficiente sui tasti di macchine da scrivere, produrrebbe prima o poi tutti i libri del British Museum.”) e dalla definizione in biologia del termine “evoluzione” (progressivo e ininterrotto accumularsi di modificazioni successive, fino a manifestare, in un arco di tempo sufficientemente ampio, significativi cambiamenti morfologici, strutturali e funzionali negli organismi viventi).
Time Machine (Infinite Monkey) è un opera che costituisce la cellula iniziale di un potenziale lavoro infinito che può nascere con l’interazione attiva di tutte le persone. Il contributo alla costruzione dell’opera passa attraverso la realizzazione personalizzata di un singolo ingranaggio, che aggiunto ai precedenti segna un’evoluzione dell’opera.
Ogni intervento, quindi, non è solo un “post-it” che documenta un pensiero personale, ma diventa un ingranaggio che gira e fa girare tutte le ruote del sistema, correlandolo con quello di altre persone a sottolineare così il nostro essere causali e non casuali. Il progetto è ipotizzato su una superficie modulare che può accrescere di pari passo al numero esponenziale degli interventi.